Le stanza che compongono il Museo di Villa Piccolo vedono
concentrare in ciascun ambiente gli oggetti cari e per certo
verso identificativi dei personaggi che ricordano, così la
stanza del poeta Lucio raccoglie le sue foto e le prime
stampe delle sue poesie, incorniciate, insieme ad oggetti
cari e, a suo dire, carichi di valenza ispiratrice del
passato, la stanza di Casimiro ha le sue foto e i suoi
apparecchi fotografici, insieme a tavolozze, acquarelli e
pensieri che sembrano fondersi fino a ridefinire i contorni
del valore stesso del tratto, la stanza di Agata Giovanna,
con i suoi candelabri rosa e i suoi ricami, offre al
visitatore la vista di una copia, certamente rara, della sua
unica pubblicazione sullo studio della Puya Berteroniana,
unico esemplare in Europa presente e vegeto a Villa Piccolo,
mentre i passi e le anticamere sono tappezzate di foto e
dipinti, oggetti e ricordi, come se lo spazio si volesse e
potesse comprimere ed espandere a piacimento e a guisa
dell’interesse e della fretta del visitatore, accogliendolo
quanto basta; anche la stanza dedicata a Tomasi ne ricorda
il carattere ancora percepibile negli arazzi e nelle pagine
vergate a mano, ma, dove la presenza e la memoria degli
abitanti della villa sembra assumere un valore discorsivo,
sommessamente inquietante, è nell’asse che costeggia il
giardino del belvedere sulla Piana: il forziere da viaggio
nel soggiorno, il piano a coda con i vecchi spartiti legati
da un nastrino e i cammei nel salone e i libri nella stanza
adibita a biblioteca.
La biblioteca, addobbata nella vecchia sala da pranzo, nello
spazio quindi ritualmente frequentato dai Piccolo nei
momenti comuni contiene, in ben ordinati scaffali, il
materiale di studio di ciascuno dei tre, o, almeno, quello
che se ne è potuto salvare dalle ingiurie del tempo e
dell’incuria; i tomi archiviati sono poco meno di 2400 ed
altri sono in fase di restauro; una lista completa è in via
di stampa, ma giova qui almeno dare un’idea del patrimonio
contenuto tra le scansie, mentre lo sguardo gira appena
interrotto nella sua panoramica da un orologio antico, da
una pianola da viaggio, da una panoplia di armi di varia
epoche, tra cui un archibugio, e ceramiche antiche e quadri
mentre campeggia al centro una scrivania sgombra e seriosa
ad ammonire chi passa al rispetto e al silenzio : “l’io
trascendentale” di Barlé, “Mistici e maghi del Tibet” di
David-Neel, “Poesia e non poesia” di Croce, “Dialoghi” di
Platone, “La monadologia” di Leibniz, “Del senso delle cose
e della magia” di Campanella, “Essere e tempo” di Heidegger,
“La Phenomenologie de l’esprit” Hegel, “Uomini 22 e città 3”
di Prezzolini, “Paradossi” di Nordeau, “Raccolta di tutti i
sovrani decreti di Sicilia”, Enciclopedia Britannica” the
University of Chicago, libri di Fogazzaro, De Amicis,
Deledda e D’annunzio in copie dell’epoca, alcuni anni iella
raccolta completa di Scienze e Vita, tutte le opere di A.
Dumas, annate dal 1949 al 54 di Psychic News, dal 1949 al
’60 di Luce e Ombra, tutti gli scrittori del ‘900 dai più
conosciuti ai meno emergenti frutto della gara tra Lucio e
Tomasi fra chi era in grado di scoprire per prima i nuovi
talenti e le avanguardie del pensiero in Europa, insieme
alle enciclopedia di arte culinaria e le riviste di moda
d’oltralpe di Agata Giovanna, Pirandello, Vittoriani,
Sciascia, Verga ovviamente, insieme a Bufalino e Dalla
Chiesa, con Byron, Wilde, Shakespeare, Dostoievski e
Beaumarchais, Moravia, Balzac, Calvino, Kafka, Tasso,
Carducci e La Fontaine, Borges e Casanova, Giusti e Goethe,
Pizzuto e Leopardi, Papini e Villari, Depardieu e Forster,
Malpiero e Guerrazzi, Stenda, Maupassant, Flaubert e C. G.
Jung, Hugo e Della Casa, Boiardo ed Aristofane, Sallustio ed
Evola, Fenelon e La Fitte, e ovviamente i libri di Lucio
Piccolo … e fra tante preziosità è nascosta una chicca da
amatori : il libro dei soci del Bellini … ma ci auguriamo al
più presto di potervi fornire un elenco completo delle opere
restaurate e presenti in libreria e delle opere in fase di
restauro.
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