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La Tradizione antica

Calanovella è un titolo nobiliare antichissimo, che risale addirittura ai tempi delle crociate. Più recentemente i Baroni di Calanovella furono imparentati con i Filangeri, con uno dei Vicerè di Sicilia e con i Principi di Lampedusa. Teresa Mastrogiovanni, la madre dei fratelli Piccolo, era sorella della madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’autore del “Gattopardo” e i tre Piccolo erano dunque cugini. Gli ultimi Piccolo avevano un carattere particolare. Non amavano la pubblicità e la eccessiva notorietà, ma non per misantropia. Trasferitisi da Palermo a Capo d’Orlando vissero ai margini della vita sociale del luogo, ma tennero costantemente un collegamento con il mondo culturale e artistico.
L’esistenza, tra arte e poesia, dei Piccolo di Calanovella, fu caratterizzata da una costante ricerca, da un inesausto rinsaldare le proprie radici. I valori culturali, lo spessore ideale, la valenza universale espressa dai tre fratelli nei più diversi campi dello scibile umano hanno, proprio per questo, un riscontro concreto anche nel territorio. Per evitare che tutto ciò andasse disperso nella disattenzione e nella incuria, alla morte di Lucio, Casimiro e Agata Giovanna stabilirono, per volere testamentale, la istituzione della Fondazione “Famiglia Piccolo di Calanovella”

"Lego la nuda proprietà dell’intero mio patrimonio mobili e immobili, alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, avente lo scopo di incrementare con premi annuali la cultura letteraria poetica, nonché gli studi agrari nella regione siciliana ..."

La Fondazione fu riconosciuta come ente morale con D. P. R. n. 20 del 27 marzo 1972. la Villa Piccolo, in località Piano Porti di Capo d’Orlando, sorge su una collinetta che domina la piana e, in lontananza, le isole Eolie. La palazzina è immersa in un parco naturale nel quale è stata curata e salvaguardata la tipica flora mediterranea, nel rispetto di ogni equilibrio ecologica. Fu originariamente la residenza estiva dei Piccolo, che dal 1932 vi si trasferirono stabilmente. La Fondazione non ha scopo di lucro. Ha lo scopo di incrementare l’attività culturale, con particolare riferimento alla letteratura ed all’arte, nonché agli studi agrari. A tal fine istituirà di volta in volta attività di promozione culturale secondo piani annuali (premi, conferenze, cicli di incontri, ricerche, selezioni spettacolari , teatrali, cinematografiche) sia in campo artistico che in campo scientifico, con particolare riferimento alla agronomia e alla floricoltura. Saranno altresì stabiliti rapporti con analoghi organismi italiani e stranieri e sarà curata la massima diffusione dei risultati relativi a questa attività di promozione culturale e di scambio. (art. 3 dello Statuto della Fondazione). Nello Statuto e nel Regolamento si è voluto rispecchiare e trasformare quella particolare visione della vita, quel modo di porsi di fronte alle cose con elegante perseveranza di interessi reali, più che di sole curiosità transitorie, che Casimiro Piccolo condivise con suo fratello, il poeta Lucio, e con il cugino romanziere, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Una “sicilianità” si vorrebbe dire, ma intendendo con questa semplicemente una calda fierezza dei propri natali isolani svincolata, per così dire, dal censo, alimentata però da una vastità di interessi di stampo “mitteleuropeo”.
La Fondazione muove e si sviluppa in queste due principali direzioni:
la prima tesa a mettere a punto, nel contesto siciliano in generale, e in quello dell’orlandino (così fortemente caratterizzato per tradizioni, costumi e bellezze naturali) in particolare, uno strumento di respiro internazionale attivo ed efficace, una istituzione pilota, con un’intensa attività di produzione culturale (premi, conferenze, cicli di incontri, ricerche, stages di studio, selezioni teatrali e cinematografiche sia in campo artistico che in campo scientifico, con particolare riferimento per quest’ultimo all’agronomia e alla floricoltura), in grado di stabilire efficaci rapporti con analoghi organismi italiani e stranieri e con le due università vicine di Messina e di Palermo, e con il compito di curare la massima diffusione e pubblicizzazione dei risultati relativi a queste attività di promozione culturale e di scambio con i suaccennati istituti tramite i normali canali di informazione (stampa, televisione, radio, documentari e eventuali pubblicazioni straordinarie a carattere monografico);
la seconda tesa di conseguenza a potenziare, accrescere oltre che, beninteso, mantenere e migliorare, una volta eseguitane la valutazione e l’assetto sotto il profilo culturale, quei beni artistici (raccolte e collezioni di oggetti d’arte, cimeli, dipinti, libri, stampe e documenti), riconosciuti tali, nei locali della Fondazione, come base e fondamento di quel Museo in cui Casimiro Piccolo intendeva trasformare una parte della Villa Piccolo.


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