Fondazione

La Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella nasce nel 1970 su iniziativa di Casimiro Piccolo per tutelare, dopo la morte del fratello Lucio, il patrimonio culturale, librario, naturalistico e artistico della Villa e della Famiglia. Scopo statutario della Fondazione è di incrementare le attività culturali, con particolare riferimento alla letteratura e all’arte, nonché agli studi agrari.
Riconosciuta quale ente morale con Decreto del presidente della Repubblica del 27 marzo 1972, gestisce Villa Piccolo, situata sulle colline di Capo d’Orlando, il parco annesso e la casa-museo in cui vissero i tre fratelli, figli del barone Giuseppe Piccolo di Calanovella e di Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò: il poeta Lucio Piccolo, il pittore e fotografo Casimiro Piccolo e Agata Giovanna, esperta in studi di botanica.
La Fondazione Famiglia Piccolo promuove durante tutto il corso dell’anno un fitto programma di iniziative culturali di alto profilo. Fin dalla sua istituzione, ha ospitato alcuni fra i nomi più noti del panorama culturale italiano e internazionale.
Presieduta dal 2 marzo 2019 da Andrea Pruiti Ciarello, la Fondazione è retta da un consiglio di amministrazione, che annovera al suo interno intellettuali e studiosi, coadiuvato da un prestigioso comitato scientifico. Presidente storico è stato il giornalista Bent Parodi di Belsito, che ha guidato l’ente per venticinque anni.

La Storia

La Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella è un ente morale, riconosciuto con Decreto del presidente della Repubblica del 27 marzo 1972. Gestisce la storica Villa Piccolo, situata sulle colline di Capo d’Orlando, il parco annesso e la casa-museo in cui abitarono i tre fratelli, figli del barone Giuseppe Piccolo di Calanovella e di Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò: il poeta Lucio Piccolo, il pittore e fotografo Casimiro Piccolo e Agata Giovanna, esperta in studi di botanica.

La Fondazione fu voluta nel 1970, in sede testamentaria, da Casimiro Piccolo, per evitare che alla morte del fratello Lucio, avvenuta nel 1969, il patrimonio culturale, librario, naturalistico e artistico andasse perduto. Lo scopo è quello di incrementare le attività culturali, con particolare riferimento alla letteratura ed all’arte, nonché agli studi agrari.

"Lego la nuda proprietà dell’intero mio patrimonio mobili e immobili, alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, avente lo scopo di incrementare con premi annuali la cultura letteraria poetica, nonché gli studi agrari nella regione siciliana ..."

Nello Statuto si è voluta rispecchiare quella particolare visione della vita, quel modo di porsi di fronte alle cose con elegante perseveranza di interessi, che Casimiro condivise con i suoi fratelli Lucio e Agata Giovanna, e con il cugino romanziere, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Una “sicilianità”, alimentata da una vastità di interessi di stampo “mitteleuropeo” nei più svariati ambiti della cultura.

Una scelta lungimirante, perché Villa Piccolo rappresenta oggi un punto di riferimento di primo piano nel panorama culturale italiano e un luogo di forte attrattiva turistica, frequentato oltre che da studiosi e intellettuali, anche e soprattutto da tantissimi visitatori provenienti da tutta Europa, attratti da veri e propri gioielli storico-culturali, quali la celebre stanza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella casa-museo, gli “acquerelli magici” di Casimiro e il “cimitero dei cani”, nel cuore del parco. In 42 anni di storia, la Fondazione ha dato vita a tantissime iniziative culturali, molte di portata nazionale e internazionale, tese a valorizzare la cultura letteraria e artistica, la conservazione della memoria storica della Famiglia Piccolo di Calanovella, la gestione del museo e del parco, ma anche ad affermare una visione del mondo legata ai valori della Tradizione e del sacro.

La Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella muove e si sviluppa secondo due principali direzioni: la prima tesa a mettere a punto, nel contesto italiano, siciliano e orlandino (così fortemente caratterizzato per tradizioni, costumi e bellezze naturali), uno strumento di respiro internazionale attivo ed efficace; la seconda, tesa a mantenere e valorizzare quei beni artistici (raccolte e collezioni di oggetti d’arte, cimeli, dipinti, libri, fotografie, stampe e documenti), che si trovano nei locali della Fondazione, come base e fondamento di quel Museo in cui Casimiro intendeva trasformare buona parte di Villa Piccolo, e promuovere e tutelare il suggestivo parco naturale in cui questa sorge.

La Fondazione è retta da un consiglio di amministrazione, che annovera al suo interno intellettuali e studiosi, coadiuvato da un prestigioso comitato scientifico. Presidente storico è stato il giornalista Bent Parodi di Belsito, che ha guidato l’ente per venticinque anni.

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